Laboratorio di riciclo

Di cosa si tratta?

 

 

 


Alla domanda posta ad una delle pazienti sul perché il laboratorio fosse nato, la risposta è stata:

“Loro [le operatrici] si sono accorte che le cose potevano non esser buttate via ma essere riutilizzate”.


 

Il “Laboratorio di Riciclo” si colloca come una delle diverse attività collaterali proposte e svolte settimanalmente nello spazio del Centro Diurno. Questa attività nasce nel primo trimestre del 2014 con il pensiero di circoscrivere in uno spazio-tempo preciso e dedicato gli spunti creativi portati dai pazienti nel loro tempo trascorso al Centro Diurno. 

Alla domanda posta ad una delle pazienti sul perché il laboratorio fosse nato, la risposta è stata: “Loro [le operatrici] si sono accorte che le cose potevano non esser buttate via ma essere riutilizzate”

Quanto affermato della paziente potrebbe far risuonare e tornare alla mente il pensiero di Bion, il quale sottolinea come la relazione con l’altro sia necessaria per lo sviluppo della mente umana. Ferro (2001) riprendendo Bion afferma che grazie alla presenza dell’altro è possibile l’accendersi della mente umana inteso come possibilità di inizio del pensiero: nell'incontro tra la proiezione di angosce primitive (elementi β) ed una mente capace di accoglierle e trasformarle (attraverso il processo della rêverie), viene “trasmesso” oltre al “prodotto lavorato” frutto del processo di bonifica delle angosce, ossia di trasformazione degli elementi β in elementi α, anche, e soprattutto, "il metodo per compiere tali trasformazioni" (cioè la funzione α stessa).In questa concettualizzazione, lo stesso inconscio è inteso come qualche cosa che fa seguito alla relazione con l’Altro disponibile. 

 

Trasponendo queste riflessioni all’attività di laboratorio proposta, nella quale vengono utilizzati principalmente materiali di riciclo, questo processo di trasformazione mentale va a sovrapporsi e concretizzarsi nella trasformazione che si mostra materialmente nella “reinterpretazione” degli oggetti, i quali ottengono “nuova vita” e quindi nuovi ruoli, forme e funzioni. 

Il laboratorio nasce in una fase di profondo cambiamento dell’associazione: la tematica del mutamento, della trasformazione e del “render nuovo” sembra quindi connotare ab origine la natura di questo momento. 

Una ulteriore finalità del laboratorio è stata l’organizzazione di un mercatino di beneficienza in occasione del Natale.

S’introduce così per certi aspetti anche la tematica strettamente lavorativa, comune a molti pazienti che frequentano il Centro Diurno, per i quali assume una valenza centrale. Pensiamo che valorizzare questa tematica sia importante, in quanto contiene aspetti relativi alle risorse, all’identità ed alla socializzazione della persona. Il laboratorio sembra suscitare e dare spazio sia alle risorse sia agli aspetti di fragilità dei pazienti che vi partecipano, rappresentando in questo modo uno spazio-tempo in cui essi possono essere messi in gioco, condivisi, prendere e cambiare forma.